La giornata di oggi ha rappresentato l’ennesima pagina oscura della vicenda politica che sta vivendo la nostra regione.
Questa mattina apprendo dai giornali che il Consiglio regionale ha votato, all’unanimità, un emendamento che estende agli amministratori unici delle società partecipate della Regione la norma con la quale in centrodestra ha inteso cancellare con un volgare colpo di spugna tutti i cda e i presidenti delle partecipate.
La notizia mi ha fortemente indignato, e ancor più mi ha lasciato esterrefatto il sostegno che l’opposizione di centrosinistra e quindi il Pd hanno offerto al “blitz” della maggioranza, votando all’unaminità un provvedimento così grave. Ho trovato sconcertante, infatti, che il centrosinistra avesse deciso di sostenere, in perfetto stile consociativo, l’azione di Caldoro e del centrodestra.
Tutto ciò arriva in una fase di crescente difficoltà nell’appartenenza stessa al Pd, a causa di una serie di scelte e di eventi concatenati che hanno messo in luce le tante carenze di questo partito: dalle Provinciali del 2009 fino alla linea rivelatasi perdente delle ultime Regionali, passando per le tante ambiguità del gruppo dirigente nazionale e arrivando, ultima in ordine di tempo, alla oscena vicenda del congresso provinciale che ha eletto segretario Nicola Tremante.
Sia chiaro: non è mia intenzione – e tantomeno è mio stile – difendere destini individuali: quanto alla mia situazione personale, sono impegnato a tutelare la legittimità delle scelte riguardanti la mia persona nelle opportune sedi giudiziarie. Allo stesso tempo sto lavorando, insieme con Riccardo Marone e Oberdan Forlenza, per difendere l’operato della giunta Bassolino dalla volgare violenza di Caldoro e dei suoi.
In serata poi, mentre i segretari Amendola e Tremante si distinguevano ancora una volta per il loro assordante silenzio, è arrivata una presa di posizione netta del gruppo regionale Pd che, attraverso il vicecapogruppo Del Basso De Caro, ha smentito di aver votato quell’emendamento, denunciando così un’operazione ai limiti della legalità e lontana anni luce da ogni principio di correttezza istituzionale: una sorta di truffa simile alla vendita della Fontana di Trevi, come la definiscono i consiglieri Pd, messa in atto da qualche esponente della maggioranza.
Prendo atto delle dichiarazioni della delegazione regionale Pd, che ha giustamente deciso di non tacere di fronte a un episodio tanto grave. Sono certo che alle dichiarazioni seguirà ogni altro atto consequenziale, affinché si vada fino in fondo per smascherare la violenza e l’arroganza di questa maggioranza. D’altronde, ho fatto parte del Consiglio regionale quando governava il centrodestra e ancor oggi sono orgoglioso di aver fatto saltarre Rastrelli: già allora i metodi che usavano i vari Taglialatela, i Martusciello e le loro cricche erano di una volgarità molto simile a quella che si sta verificando oggi. Perciò chiedo al Pd vigilanza e attenzione contro un uso distorto e violento delle istituzioni.
Per quanto mi riguarda resta, com’è ovvio, totalmente aperta la discussione sul ruolo del Pd, sulla carenza di linea politica, sulle contraddizioni, lacerazioni e debolezze che caratterizzano il gruppo dirigente campano, napoletano oltre che nazionale.