Dopo un periodo abbastanza lungo che mi è servito per prendere familiarità con il mio nuovo lavoro, torno a occuparmi del blog e di Facebook, due dei “luoghi” nei quali più si svolge oramai ogni tipo di confronto.
Innanzitutto, ritengo doveroso fare un accenno alla scelta che ho compiuto dopo la conclusione della mia lunga esperienza da assessore provinciale.
Ho accolto volentieri la proposta che Antonio Bassolino ha voluto farmi per alcune ragioni. Primo, tornare a svolgere un ruolo e quindi un lavoro più marcatamente politico, come del resto mi era stato richiesto già all’epoca delle primarie da molte parti.
In secondo luogo, mi ha entusiasmato l’opportunità di poter offrire un contributo in questi ultimi dieci mesi di esperienza di governo regionale, per rafforzare l’azione del centrosinistra che guida la Regione e per rilanciare la nostra capacità di proporre idee sul futuro di questo territorio.
Infine, ho deciso di accettare questo incarico per il legame umano e personale che mi lega da sempre ad Antonio, anche quando le vicende politiche ci hanno visti su posizioni divergenti.
Sulla vicenda dell’ultima tornata elettorale molto già è stato detto, a vari livelli e in vari luoghi. La disomogeneità dei risultati di Europee, Provinciali e Comunali ci ha indicato un percorso da seguire. Un percorso non imperniato sulle divisioni, sui nuovismi, sulle presunte discontinuità. Laddove si sono registrati elementi di unione, di compattezza, di coesione si sono avuti esiti rilevanti. Laddove si è lavorato bene, si sono raccolti frutti soddisfacenti. Penso all’affermazione di Andrea Cozzolino, il primo degli eletti in tutto il centro-sud, ma anche degli altri candidati campani alle Europee, i quali hanno raggiunto livelli assai alti di consenso che costituiscono un patrimonio da non disperdere; e mi riferisco anche a realtà amministrative in cui il centrosinistra ha mantenuto forte la sua presenza, come a Portici, Pompei o Avellino.
Dunque dobbiamo ripartire da qui. Innanzitutto mettendo mano alla costruzione del Pd che qui da noi ancora non ha solidità. A Napoli il commissariamento non ha dato gli esiti sperati da chi l’aveva improvvidamente deciso e ha determinato viceversa una brusca riduzione dei consensi spezzando il già debole legame tra il partito e i cittadini. Ancora oggi, a distanza di tre mesi dalle elezioni, non risulta che si siano fatti passi in avanti.
Io credo invece che occorra fare presto, ponendo mano alla costruzione sin dalle fondamenta di un soggetto politico autorevole, moderno, vicino ai cittadini, capace di dar loro risposte concrete riguardo ai problemi della vita quotidiana. Un partito con una guida forte e riconosciuta, capace di affrontare con serietà e concretezza la stagione congressuale del prossimo autunno ma anche le Regionali 2010, che rappresentano il passaggio decisivo per l’intero centrosinistra campano.
Sul “come fare” tutto ciò è già aperto il confronto, ma trovo legittimo e opportuno che se ne discuta anche al di fuori delle occasioni di partito. Dobbiamo individuare tutti insieme la ricetta più idonea per ristabilire il giusto rapporto tra la politica e i cittadini. Mi appassiona molto di più una visione larga e condivisa della partecipazione, piuttosto che il dividersi tra politica e anti-politica, tra ceto politico e società civile; una partecipazione fatta di idee concordanti o differenti, di dibattito autentico e di sintesi costruttiva.
Condivido in piena la tua analisi della situazione politica, va bene un partito autorevole e moderno, ma soprattutto federale dove militanti ed elettori contino davvero nelle scelte politiche delle propria terra!