LA PROVINCIA DEL FUTURO
UN’ISTITUZIONE DI AREA VASTA
CON CINQUE GRANDI COMPETENZE
Questo programma è un punto di partenza e non di arrivo.
Abbiamo messo insieme le tante idee, sollecitazioni, indicazioni giunte da più parti con l’intento di costruire una proposta politica partecipata e condivisa.
Da oggi parte una seconda fase, che proseguirà anche dopo le primarie, durante la campagna elettorale per le Provinciali. Intendiamo partire da questi punti programmatici, necessariamente schematici, per costruire con il contributo di tutti la piattaforma progettuale che il Pd e il centrosinistra metteranno in campo per diventare protagonisti di una nuova stagione di governo del territorio credibile e responsabile.
Vogliamo mettere in campo una visione innovativa del futuro dell’area metropolitana di Napoli. Innovativa nei metodi e negli interventi, poiché uno sviluppo responsabile e reale della nostra provincia passa attraverso una strategia non conformistica, non consociativa, non assistenziale e fortemente connotata.
In questi anni la Provincia ha svolto un ruolo importante nelle politiche di crescita di Napoli e degli altri novantuno Comuni dell’area metropolitana. Interventi determinanti sono stati compiuti nei settori dell’istruzione secondaria, delle politiche formative, della tutela ambientale, dell’infrastrutturazione urbana ed extraurbana, del risanamento economico e finanziario, della promozione turistica, dell’internazionalizzazione, dei trasporti. L’ente di Piazza Matteotti, forte della sua solidità economica e della sua autonomia di spesa, ha investito centinaia di milioni di euro per interventi che migliorassero le condizioni di vita, di lavoro, di studio, di spostamento dei 3,5 milioni di abitanti di Napoli e provincia.
La Provincia che nascerà dalla tornata elettorale del 6 e 7 giugno 2009 dovrà essere un ente moderno, sobrio e snello, in grado di incidere efficacemente sulle prospettive di vita e di lavoro delle comunità locali. Per far ciò, la prossima amministrazione provinciale dovrà essere composta da otto assessori, dei quali metà saranno donne.
La Provincia del futuro dovrà svolgere con grande efficacia quel ruolo di istituzione di area vasta che è connaturato alle sue attuali funzioni. Ciò significa mettere in campo politiche che valorizzino la peculiarità, la varietà e la complessità del territorio metropolitano, le sue caratteristiche, le sue particolarità, le potenzialità di ogni sua area, considerandolo però nella sua interezza e ragionando di sviluppo e di crescita mettendo in relazione le singole aree della provincia napoletana. Ciò implica collegamenti e infrastrutture efficienti e funzionanti, un contesto ambientale equilibrato e armonico, un sistema educativo e formativo moderno, una visione strategica che supporti, incentivi ed esalti la competitività delle realtà produttive locali.
Modalità e funzioni di area vasta potranno essere realizzate attuando una riforma dal basso delle competenze affidate ai livelli istituzionali inferiore (Comuni) e superiore (Regione), senza aspettare il riassetto dell’intera filiera che attende di essere attuato da un paio di decenni. Ciò sarà possibile avviando un nuovo rapporto col sistema istituzionale inferiore e superiore. La Regione deve avere un ruolo legislativo, di indirizzo e programmazione, mentre i Comuni saranno chiamati ad occuparsi di ciò che riguarda più direttamente la vita quotidiana delle comunità locali (dalla manutenzione all’educazione, dalle politiche di solidarietà alla sicurezza urbana). Alla Provincia dovrà essere riservata una piena funzione di gestione. Essa dovrà concentrare interventi e risorse in cinque grandi macroaree sulle quali occorrerà imperniare la strategia per i prossimi anni.
Sviluppo economico e produttivo.
Internazionalizzazione, promozione del turismo e della ricchezza culturale del territorio metropolitano, ridefinizione dei siti industriali e rilancio delle aree deindustrializzate, potenziamento degli insediamenti a forte vocazione produttiva sono i principali punti nodali delle politiche di sviluppo da attuare nei prossimi cinque anni.
La Provincia dovrà contribuire a definire il nuovo volto delle aree ad est e ad ovest di Napoli, le quali rappresentano due enormi serbatoi di crescita economica e di benessere sociale, svolgendo un ruolo propositivo e propulsore nel superamento delle difficoltà che finora hanno caratterizzato la loro riqualificazione. La rinascita di Bagnoli e di Napoli Est rappresentano due straordinarie opportunità per produrre nuova occupazione, nuove politiche abitative, culturali, turistiche, quindi per mettere in moto processi economici e produttivi essenziali per il rilancio della città. La Provincia dovrà concertare con gli altri livelli istituzionali soluzioni caratterizzate da un elevato grado di realizzabilità, eco-compatibilità e forte impatto sulla vita dei cittadini.
Nella stessa direzione dovranno essere rivolti gli interventi su tutte quelle aree presenti sul territorio metropolitano in grado di rappresentare nuove opportunità di sviluppo.
Sviluppo economico vuol dire, in una provincia come quella napoletana, anche turismo. Attrattori culturali, bellezze naturali, patrimonio archeologico, risorse ambientali, turismo balneare, termale, congressuale, enogastronomia: la provincia di Napoli è l’unica in Italia a concentrare sul suo territorio l’intera gamma di prodotti turistici esistenti.
Il turismo rappresenta la più importante opportunità del nostro territorio. La Provincia del futuro dovrà proseguire e incrementare i suoi investimenti nel settore della promozione e dell’attrazione dei flussi turistici, lavorando al fianco degli operatori economici per determinare le condizioni di un rilancio consolidato di questo comparto. Occorre accelerare in direzione della creazione del polo congressuale della Mostra d’Oltremare, 5400 posti che renderanno la nostra provincia competitiva rispetto agli altri principali centri (Milano, Rimini e Roma). Allo stesso modo la Provincia dovrà sostenere e far proprio il progetto speciale “Baia di Napoli”. Per incrementare l’offerta turistica dovranno essere utilizzati al massimo i fondi europei che ci verranno destinati attraverso l’ultima tranche di finanziamenti comunitari per le aree ad Obiettivo 1. Su questo tema occorrerà, in sintonia con le linee di programmazione regionale, concentrare l’impiego di risorse su pochi obiettivi ritenuti determinanti per la crescita reale del territorio. Infine, è necessario spingere verso un completo decentramento dalla Regione alla Provincia delle deleghe sul turismo.
Lo sviluppo passa anche per le politiche culturali. L’esperienza di questi anni indica che con lo strumento dei contributi le risorse destinate agli interventi di promozione culturale sono state parcellizzate in una miriade di iniziative prive di un collegamento organico e di una strategia di fondo. La Provincia dovrà costituire una commissione composta ogni anno da tre diverse personalità del mondo della cultura, la quale individuerà le linee guida di un concorso di idee, aperto a tutti, per la realizzazione di un numero ristretto di iniziative; le risorse economiche necessarie per realizzare i progetti vincitori saranno inserite nel bilancio di previsione annuale.
Sviluppo vuol dire anche sicurezza e politiche della legalità. Il Patto per la sicurezza di Napoli e della sua area metropolitana ha rappresentato un’iniziativa pilota che è stata ripetuta con successo in altre aree del Paese. Dal novembre del 2006 ad oggi la Provincia ha acquistato motoveicoli e apparecchiature informatiche, realizzato sale operative all’avanguardia, ristrutturato edifici da adibire a caserme o commissariati per Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, e ha costruito sistemi di videosorveglianza in alcune delle zone a più alto rischio del territorio metropolitano. L’impegno al fianco delle forze dell’ordine proseguirà con forza, fondato sulla convinzione che la sicurezza delle nostre città rappresenta uno degli asset strategici per costruire un futuro solido e migliorare la vivibilità del territorio.
Ambiente.
Dal 1 gennaio 2010 la Provincia avrà per legge la totale competenza sul ciclo dei rifiuti. Entro quella data dovrà essere costituita la società provinciale che gestirà questa attività prendendo in carico i lavoratori provenienti dai vecchi consorzi di bacino. E’ una sfida enorme, e sarà necessario affrontarla con grandissimo rigore.
I dati indicano che il costo dell’intero ciclo di raccolta e smaltimenti dei rifiuti solidi urbani è coperto, ad oggi, soltanto al 60% dalla Tarsu, e che a Napoli e provincia il rapporto tra cittadini e addetti è doppio rispetto alla media nazionale. Il punto vero è il costo del servizio: nel resto del Paese il rapporto tra operatori e utenti è di 1 a 1000; a Napoli e provincia quindi servirebbero 3.500 operatori, mentre sappiamo già che la società provinciale che verrà costituita dovrà assorbire circa settemila lavoratori, il doppio del necessario.
Per evitare diseconomie e sprechi, per non creare un altro carrozzone e per non aumentare ulteriormente la Tarsu, si dovrà intervenire necessariamente su una drastica riduzione dei costi di gestione puntando a un funzionamento moderno ed efficiente. Si potrà anche valutare l’ingresso di capitali privati, attraverso procedure trasparenti, così come avviene in altre parti d’Italia e in altri settori, e così com’è avvenuto nel caso del termovalorizzatore di Acerra.
In questo quadro ampio c’è anche il capitolo della raccolta differenziata, in relazione al quale peraltro l’Amministrazione uscente ha già investito molte risorse, trasferendo ai Comuni soldi e strutture per aumentare la percentuale di differenziata in tutto il territorio metropolitano o finanziando l’acquisto di attrezzature per il pretrattamento dei rifiuti da parte delle scuole superiori. Con il passaggio di competenze alla Provincia quella percentuale dovrà essere ulteriormente innalzata puntando a standard europei.
L’impegno per le tematiche ambientali significa anche proseguire l’opera di consolidamento delle coste e di risanamento degli alvei, che rappresentano due segmenti essenziali di un’azione di tutela ambientale seria e responsabile; rivalutare la straordinaria ricchezza naturale e paesaggistica di Napoli e della sua area metropolitana; valorizzare il ruolo di coordinamento sovracomunale della Provincia in tema di inquinamento atmosferico. Infine, dal punto di vista urbanistico, si porrà in attuazione il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale già approvato dall’amministrazione provinciale.
Infrastrutture e trasporti.
Il territorio metropolitano ha urgente bisogno di un’infrastrutturazione completa ed efficiente. Occorre continuare ad investire ingenti risorse su quella che negli ultimi anni ha rappresentato una delle voci di bilancio più consistenti. Dare alla provincia di Napoli una rete di infrastrutture efficiente significa determinare le condizioni per far decollare lo sviluppo locale supportando il settore dell’impresa, oltre che migliorare le modalità di spostamento dei cittadini dell’area metropolitana.
Strade e trasporti sono le due grandi competenze dell’ente in tema di infrastrutture. La Provincia ha in gestione circa 800 chilometri di arterie viarie, urbane ed extraurbane, per le quali si occupa di manutenzione ordinaria e straordinaria. Tale parte di infrastrutturazione va portata a compimento, soprattutto per incentivare le attività produttive presenti sul territorio. Per raggiungere risultati di efficienza sarà possibile anche la partecipazione di soggetti imprenditoriali privati in grado di garantire la manutenzione delle strade provinciali, attraverso procedure di gara trasparenti e rigorose.
Quanto al settore dei trasporti, la Provincia dal 2008 detiene interamente la proprietà del Consorzio Trasporti Pubblici, la CTP SpA, che copre gran parte del territorio metropolitano. L’acquisizione del 100 per cento dell’azienda ha consentito la salvaguardia di 1500 posti di lavoro, ma ha richiesto e continuerà a richiedere anche una forte razionalizzazione delle attività, un abbattimento dei costi, una ridefinizione delle tratte e un miglioramento delle performance aziendali.
Un’attenzione particolare andrà riservata alle nuove tecnologie. In questo settore, l’infrastrutturazione è rappresentata principalmente dalla diffusione dell’accesso wi-fi ad internet, dalla riduzione del digital divide e dalla diffusione della banda larga: tutte opportunità che dovranno raggiungere tutti i cittadini, le istituzioni, le imprese, le famiglie. Occorrerà investire risorse anche in questo settore, per ciò che è di competenza dell’ente, al fine di contribuire al raggiungimento di tali obiettivi.
Scuola e formazione.
La Provincia ha competenza su trecento istituti di istruzione secondaria e in questi anni ha investito mediamente più di 50 milioni all’anno tra spesa corrente e di investimento per la manutenzione degli edifici scolastici, la costruzione di nuovi plessi , la dotazione di attrezzature e la messa in sicurezza di quelli esistenti in ossequio alla legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le politiche formative sono un perno fondamentale dello sviluppo locale, poiché l’educazione e l’istruzione dei cittadini più giovani sono una delle condizioni essenziali per poter dare futuro ad ogni territorio.
La Provincia del futuro sarà chiamata a proseguire la politica di investimenti per gli istituti superiori e a sostegno dell’educazione, garantendo condizioni di istruzione e di studio al pari con il resto del Paese e in linea con gli standard comunitari.
Ma l’edilizia è solo una delle due gambe su cui si regge la politica della scuola. L’altro pilastro è rappresentato dall’offerta formativa, sulla quale finora la Provincia un ruolo marginale. Occorre spingere affinché vi sia un passaggio decisivo di competenze dalla Regione, al fine di poter mettere a disposizione dei giovani un percorso formativo completo. La Provincia dovrà continuare ad ammodernare gli edifici scolastici, ma dovrà anche intervenire sull’offerta curriculare ed extra-curriculare rivolta agli studenti.
Una scuola moderna ed efficiente è il primo passo per una società che guarda con lungimiranza verso il futuro.
Lavoro e occupazione.
La Provincia ha competenza nel settore delle politiche dell’occupazione principalmente attraverso il funzionamento e la gestione dei Centri per l’impiego, che hanno sostituito il vecchio sistema di collocamento. La funzione dei Centri è quella di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e di incentivare il reingresso nel mondo del lavoro di quei cittadini che ne sono fuorisciti. Oggi i Centri sono una realtà e dovranno vedere rafforzati il loro ruolo e la loro funzione attraverso investimenti significativi anche negli anni che verranno.
Inoltre, per avvicinare le politiche occupazionali alle reali dinamiche del mercato del lavoro sarà istituito un tavolo di concertazione permanente con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti del mondo dell’impresa, per esaminare in sede istituzionale dinamiche, problematiche ed esigenze da affrontare per aumentare i livelli occupazionali e migliorare le condizioni di lavoro nell’area metropolitana.
Infine, il tema degli Lsu. Occorre avere consapevolezza del fatto che stabilizzare lavoratori in età avanzata rappresenta una diseconomia inaccettabile. La nostra idea è quella di avviare un percorso di incentivazione al pensionamento utilizzando il 20% delle risorse disponibili per la stabilizzazione. In tal modo, il sistema pubblico sosterrà un costo assai inferiore rispetto a quello necessario per l’assunzione di lavoratori ultracinquantenni e potrà determinare le condizioni per immettere forze giovani nel mondo del lavoro.
finalmente una candidatura seria e di qualità, una persona di esperienza dotato di concretezza nell’affrontare le problematiche che interessano la città e la provincia.
bravo Guglielmo hai fatto un scelta coraggiosa e dal programma mi sembra anche concreta!
allora che dire in bocca al lupo! ti sosteniamo!
grazie per il tuo sostegno. è una bella sfida, e l’ho accettata con passione. anche nel programma ho cercato di conciliare la concretezza all’esperienza amministrativa che finora ho fatto in provincia. è un programma aperto, poiché tante dovranno essere le indicazioni e le integrazioni che dovrete suggerirmi voi tutti compagni di strada. io credo che questo sia un modo giusto per riavvicinare le scelte della politica ai cittadini e alla vita quotidiana.
DAL PROGRAMMA
NON HO SCORTO NESSUN ACCENNO AL QUESTIONE DEGLI IMMIGRATI .
INOLTRE NON E’ DA SOTTOVALUTARE LA PRIVATIZZAZIONE DELLE RISORSE IDRICHE CHE GIA STA AVVENENDO IN MOLTI COMUINI DELLA PROVINCIA DI NAPOLI DETERMINANDO UN AUMENTO SPROPOSITATO DELLE TARIFFE A DISCAPITO DI UNMIGLIORAMENTO DEL SERVIZIO.
COMUNQUE IN BOCCA A LUPO
quello dell’immigrazione e dei diritti delle comunità straniere presenti sul nostro territorio è da sempre uno dei temi che mi stanno più a cuore. ho spiegato nel programma che la visione da mettere in campo è legata a una suddivisione di competenze e di ruoli più moderna, per evitare ripetizioni inutili. in tal modo, la regione dovrà avere un ruolo di indirizzo, la provincia un ruolo di gestione di area vasta e i comuni dovranno occuparsi di tutto ciò che riguarda la vita quotidiana dei cittadini, compresi gli immigrati. è l’unico modo, io credo, per dare risposte efficaci ed efficienti ai tanti bisogni di chi vive e lavora sul nostro territorio.
infine, ho preso recentemente posizione sulle privatizzazioni, dicendo che non mi scandalizza la possibilità di valutare un ingresso di privati nella gestione dei servizi pubblici per innalzare la loro qualità. è ovvio che quell’eventualità sarebbe connessa a garanzie molto alte da parte dei privati, a una grande trasparenza e a un reale interesse pubblico.
anche in questo c’è la differenza tra una visione moderna e concreta del futuro e un modo di ragionare legato a vecchi schemi, più che al reale interesse dei cittadini.
grazie per il tuo sostegno.
Se si concede ad un privato a qualsiasi titolo di avvicinarsi all’acqua si commette una leggerezza di portata storica. Si dice:”non privatizziamo l’acqua ma la gestione delle reti”. Quando c’è qualcuno, non pubblico, sia esso “fontaniere”, sia esso gestore di rete o altro che ha la possibilità materiale di chiudere una sola saracinesca si sta dando ad un generico qualcuno la possibilità di mettere in ginocchio una società. Il rischio è troppo alto, non lo si può e non lo si deve correre. L’acqua è fonte di vita. L’acqua deve essere pubblica, così come le sue reti e gli organi di gestione. Il nostro dovere, il nostro impegno deve essere quello di rendere il servizio, in senso lato, efficiente.
Caro Guglielmo, ho letto i punti del programma, condivisibili ampiamente, il problema ovviamente sarà nella capacità/possibilità di andare a tradurre in azioni efficaci quanto detto.
Io credo fermamente che perché si possa fare qualcosa di valore si debba partire da un progetto generale. La politica per quello che ho sempre creduto io dovrebbe essere fatta da persone dotate di una visione d’insieme, di ampio respiro, di una capacità di pensiero a lungo termine, di una spiccata capacità di analisi e sintesi ed ultima ma non ultima di una capacità di comprensione delle idee o anche delle non idee degli altri da impiegare al fine di ricercare in esse il minimo punto di compatibilità e di mediazione. Non mi sembra che questo sia mai stato presente nella Seconda Repubblica. Credo sia stato concesso troppo spazio a chi ha usato ed usa la politica per gestire un potere per propri fini personali. Credo che a differenza della Prima Repubblica l’uso-abuso del potere della politica sia stato parcellizzato e disseminato in rivoli sui quali gli abusanti si sono gettati famelici e si sono adoperati nel tentativo di ingrossarli e trasformarli in fiumi senza porsi il problema che questi non avevano le caratteristiche per diventarlo, mettendo a rischio esondazione l’intero territorio. Questo uso-abuso è ovviamente più dannoso ed è più difficile da estirpare di quello della Prima Repubblica dove le “gerarchie” era meglio definite e meno ramificate.
Troppe volte si è stati dimentichi del sangue versato per la nascita della Repubblica , delle sofferenze patite da i nostri padri o dai nostri nonni per consentirci di vivere in democrazia e libertà, democrazia ed una libertà che ormai diamo per scontate e permanenti e che invece scontate e permanenti non sono mai, come ben dovrebbe insegnare la storia.
La democrazia è fortemente malata, la situazione è estremamente complessa, e questa crisi internazionale può rappresentare per noi la più grande occasione per rinsaldare la democrazia, tornare a ridisegnare la politica, l’economia. La crisi è positiva per noi e per tutti i paesi più deboli. E’ l’occasione che si ha per per riallinearsi, o ridurre il divario, a crisi superata, con gli altri paesi che fino a qualche mese fa erano ben più sviluppati e saldi. Stiamo già dando chiari segnali di incoscienza che ci porterà a sprecare questa occasione imperdibile. Tutto quello che sento in giro è un parlarsi addosso, un rinfacciarsi le incapacità di azione, etc.., etc….. che vanificano le speranze.
La progettualità politica è l’elemento di coesione.
La politica deve scrollarsi di dosso il peso dei ricatti di chi pretende perché supporta e per fare questo deve avere il coraggio di tornare ad essere solo politica spogliandosi dei panni di una imprenditorialità malata che non è se non associazionismo del grande affare.
La politica deve programmare, deve elaborare, sulla base della capacità di visione di lungo respiro. le linee guida da dettare e far seguire alla società in senso lato.
La tua candidatura è un barlume di speranza è un tentativo di mettere a tacere l’ameba ( la politica partitica in senso lato), che ha ormai inglobato la società civile e che sta rapidamente succhiandole l’essenza vitale.
Credo che sia necessario passare da una visione di equilibrio statico ad una di equilibrio dinamico. I cambiamenti a cui è sottoposto il mondo oggi avvengono in tempi rapidi e quello che avviene in qualsiasi parte del mondo è “affare” di tutto il mondo. I sistemi devono pertanto reagire in tempi brevi a dette sollecitazioni. Occorre realizzare un sistema complesso, ramificato ma su basi di modelli codificati e unitari. In tal senso per esempio, a mio giudizio, diventa ineludibile ed improcrastinabile la creazione di un database unico degli immobili. Dovrebbero qui confluire i dati del catasto, dell’agenzia delle entrate, dell’anagrafica dei Comuni, del Genio civile, degli Uffici Condoni, dell’Enea. E’ incivile, impensabile e sconsiderato pensare che esistano ancora distinte fonti, con stessi o simili informazioni, magari diverse tra loro, a cui attingere e dalle quali spesso nasce la contraddizione. La fonte informativa deve essere unica. Solo così si può cominciare a capire lo stato reale del patrimonio immobiliare e della sua distribuzione e poter sviluppare idee progettuali sensate. Solo così al variare delle sollecitazioni la macchina può rispondere in maniera organica ed in tempi brevi.
Per quel che riguarda il turismo, condivido a pieno. Occorre come sempre una politica unitaria che partorisca dalle linee guide da seguire ed all’interno delle quali le diverse realtà possano articolarsi e diversificarsi nel rispetto della programma stabilito. In tale visione, io credo indispensabile avere come obiettivo da perseguire: l’eliminazione delle auto private all’interno de i centri abitati a favore di un numero pesato di auto pubbliche, a basso impatto inquinante, che il cittadino possa utilizzare per spostarsi da una parte all’altra; l’incremento dei mezzi di trasporto pubblico con occhio privilegiato a quello a minor impatto. E’ ovvio che si tratti di un progetto a lungo termine, ma la politica come ho già detto deve avere questa capacità di visione. Qualunque azione fatta deve tener conto della volontà di raggiungere quest’obiettivo. Questo fa si che gli sprechi di energie in senso lato e di denaro pubblico e privato vengano ridotti al minimo.
Per quel che riguarda l’ambiente, occorre dare una forte spinta al risparmio energetico. Il cittadino deve capire che questa è la strada da seguire. Il risparmio energetico è la vera fonte di energia alternativa è quella che dà le maggiori economie e nel contempo migliora la qualità del benessere di vita.
Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, anche qui io ho sempre visto la necessità che le linee guida siano nazionali e che le stesse tengano in conto quelle internazionali. Attenzione non intendo il mero recepimento delle direttive europee o similari che spesso si trasformano in una serie di leggi contraddittorie e complesse che spesso portano il paese ai richiami ed alle multe, intendo semplicemente che le scelte non possono prescindere da quelle degli altri che ormai non sono più altri ma fanno parte di noi. Credo ad esempio che per la raccolta differenziata in tutte le città, in tutti i paesi dell’Italia, se non dell’Europa, debbano esserci bidoni di uguale colorazione distintiva. In una società dove lo spazio ed il tempo sono stati compressi, dove un cittadino ora si trova a Napoli e fra due ore è a Milano non è pensabile che debba trovarsi a disagio nel non sapere dove smaltire i rifiuti prodotti. Credo che sia indispensabile capire che la raccolta differenziata debba coinvolgere il popolo tutto ma che non sia lui a doverla selezionare. La raccolta differenziata va fatta primariamente all’origine. E’ chi immette sul mercato un prodotto che sa da quali materiali è composto il prodotto e soprattutto l’impacchettamento. Non devo essere io a chiedermi se l’involucro delle merendine sia più assimilabile alla carta o alla plastica è il produttore delle merendine che deve dirmelo (la differenzazione la fa 1 solo non milioni di persone). Ad ogni materiale va assegnato un colore che deve essere indicato sulla confezione. Io generica sig.ra Maria, non devo pensare che fare, vedo il colore e lo smaltisco nel corrispondente bidone. Questa semplice operazione porta ad un aumento della percentuale di differenzazione del rifiuto di svariati punti percentuali. Ma non basta, occorre che i produttori di beni paghino una tassa per lo smaltimento dei rifiuti e che la stessa sia tanto minore quanto meno tipologie diverse di materiali vengano impiegati. Attenzione a non commettere l’errore di cercare di eliminare il packaging, questo rappresenta un elemento di controllo importante sia sull’incontaminazione che sulla edulcorazione e/o alterazione del prodotto a mezzo di truffa.
E’ ovvio che in tale contesto gli investimenti nella formazione, informazione e ricerca fattiva debbano essere consistenti. Occorre recuperare il valore della scuola che ormai è solo un dispenser di titoli da utilizzare come le figurine di un gioco da tavola. Ho in merito ovviamente una visione globalmente diversa della formazione che va nella direzione dell’equilibrio dinamico. In sintesi una formazione vera, permanente, differenziata che deve supportare il cittadino affinché possa sviluppare le proprie attitudini. Una formazione che non dia blocchi ma non elargisca accessibilità ad attività non consone al proprio reale livello di conoscenza.
Roberto Cervone
finalmente un candidato giovane e con programmi chiari e soprattutto “fattibili”…
non guardo i colori o le bandiere, mi interessa la rinascita della mia città insieme a tutta la sua provincia…..
continua cosi’
salvatore
trovo bello che la mia candidatura sia valutata non in base al colore politico, ma in virtù delle idee che sto proponendo e condividendo con tantissimi cittadini durante i miei incontri di questi giorni.
credo che questo sia il modo più giusto di interpretare lo spirito delle primarie: tornare a sfidarsi sulle idee per provare a riavvicinare la politica ai cittadini.
grazie delle tue parole e soprattutto del sostengo che mi darai.
Caro Guglielmo,
abbiamo lavorato insieme per un pò di tempo quando sono arrivato in Giunta nell’ultima fase di Presidenza del prof. Amato Lamberti. Non posso non ricordarmi il proficuo affiancamento che mi hai dimostrato, fin dal mio primo giorno di lavoro, nelle delicate deleghe a me attribuite sui parchi e le aree protette, nonchè sulle politiche sociali. E’ grazie al lavoro di squadra se abbiamo impegnato importanti risorse economiche per avviare un processo di vera tutela e valorizzazione dei parchi della Provincia di Napoli nonchè gestito con delicatezza la prima fase del PTCP. Tante sono le cose che vorrei dire ma, mi preme sottolineare due cose: da ambientalista apprezzo i contenuti del tuo programma e penso che, come anche tu scrivi, sia solo l’inizio di un lavoro più ampio, ricco e partecipato; da cittadino ti dico che la Provincia ha bisogno di una guida capace che abbia la giusta esperienza ma, anche la necessaria voglia di proseguire un lavoro che il centrosinistra, con grande caparbietà, ha positivamente portato avanti in questa istituzione. E tu ci potrai ben rappresentare, perchè riassumi con equilibrio quelle caratteristiche politiche, culturali, tecniche e umane necessarie per il buon governo della Provincia di Napoli e, poi, sei una persona che sa ascoltare i bisogni della gente e te ne fai carico con passione civile.
Per questo, invito tutte le persone che mi conoscono, tutti gli ambientalisti, tutti gli amici che hanno condiviso con me e con noi tante iniziative importanti a sostenerti in questa sfida democratica e a farsi portavoce con tanti altri.
Qualcuno leggendo queste poche righe potrà pensare che ci eravamo messi d’accordo. Invece è con convinzione che appoggio Guglielmo Allodi, anche perchè lontano da correnti politiche o scenari partitici. Chi mi conosce sa che non farei un passo del genere se non ne fossi convinto.
Grazie Guglielmo per aver accettato questa candidatura e per darci una speranza di riscatto per la nostra provincia. Un abbraccio e in bocca al lupo.
Fulvio Mamone Capria
(già Assessore ai Parchi e alle Aree protette e alle Politiche Sociali della Provincia di Napoli)
anch’io ricordo positivamente il lavoro che abbiamo fatto insieme. proprio con le giunte lamberti è iniziato quel percorso di risanamento che ha portato la provincia ad essere un ente solido, credibile e capace di investire in piena autonomia centinaia di milioni di euro ogni anno.
il tuo sostegno ha un valore particolare, e le tue parole sul ‘nostro’ programma indicano che con il dialogo e il confronto siamo riusciti ad incrociare le sensibilità che si rifanno a un ambientalismo moderno e responsabile.
infine, è vero: non ci siamo messi d’accordo, e questo rende ancor più gradito il tuo messaggio. la spontaneità e l’iniziativa individuale sono state le due ‘gambe’ sulle quali è nata e ha cominciato a camminare questa candidatura.